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Dan Cretu e la sua comunicazione visiva

Dan Cretu

A Dan Cretu, artista rumeno nato a Bucarest nel 1981, per comunicare bastano le immagini, foto virali e visionarie che crea combinando e trasformando mondi diversi.

Infatti, è difficile che non essersi mai imbattuti nelle sue immagini, magari scrollando (e sicuramente messo più di un like) le nostre home su Instagram o Facebook. Impossibile non essere stati catturati, ad esempio, dalla nota foto della serie Friends o quella in spiaggia di Baywatch con i volti photoshoppati di opere d’arte, quali il volto della Gioconda, la Ragazza col turbante, Van Gogh e così via.

Il percorso di Dan Cretu è iniziato nel campo delle arti figurative, che abbandona per avvicinarsi a quello pubblicitario, e mai scelta fu più azzeccata! Nel 2014, per la campagna Pizza Hut Uk, realizza una serie di sculture di cibo: lattuga, carote e peperoni vengono trasformati in immagini dal tono surreale immerse in colori a tinta unita che ben si accorda all’immaginario della cultura pop.

Quella di Dan Cretu è un’operazione di fusione tra fotografia, pensiero critico ed elaborazione grafica, il cui frutto ci svela un nuovo modo di pensare il mondo che ci circonda. Capire e sfruttare la potenza dell’immagine ha permesso a Dan Cretu di consolidare la sua firma nel mondo digital.

Immagini immediate e potenti, ottenute prendendo in prestito elementi dai settori più vari (arte, moda, vita quotidiana ed elementi contemporanei) combinati insieme, trasformati in una nuova natura.

Così avremo il primo piano del David di Michelangelo su fondo blu cielo intento a non far scoppiare il palloncino rosa shock da Big Babol, o l’iconica copertina Nevermind dei Nirvana trasportata in un mare pieno di plastica.

Con il rischio di farlo sembrare un cliché mi è impossibile non citare il poeta Lautréamont:

Bello come l’incontro casuale di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio

Sempre attivo nella sua ricerca, Dan Cretu continua ad arricchire il suo percorso nella rielaborazione delle icone del passato in chiave contemporanea, mixando alla perfezione elementi anche distanti fra loro, per suscitare stupore ad ogni immagine.