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Guim Tiò e i suoi mille volti

Guim Tiò
Quella di Guim Tiò Zarraluki è un’arte che a suon di colore si insidia nella mente e nel cuore di chi la osserva.

Giovanissimo artista catalano (nato nel 1987), Guim Tiò ha conquistato con le sue mostre Taiwan, Australia, Spagna e sì, anche l’Italia, che l’ha accolto nel 2013 alla Cubo Gallery (ex galleria Loppis) di Parma.

Sempre più amato anche dal web, i suoi followers contano 107 mila sguardi su Instagram. I suoi post ci mostrano uno spaccato del suo lavoro e del suo iter, pareti piene di immagini di qualsiasi tipo e colore accanto un quadro dai colori appena abbozzato e dagli spazi bianchi, video che ci immergono letteralmente nei suoi quadri e tanto altro ancora. Insomma, una finestra virtuale sul mondo delle sue opere e della sua vita.

Gli inizi..

I primi progetti a cui l’artista si è dedicato, avevano come protagonista indiscusso il volto, quello spazio magico e pieno di possibilità che da secoli ha interessato e affascinato artisti di ogni dove.

Punto di partenza per i suoi progetti è la riflessione sulla condizione umana e la sua immagine, che l’artista tratta con profonda ironia. I soggetti sono i volti che si trovano nelle riviste di moda, esempi perfetti di quella bellezza narcisistica contemporanea come desiderio di notorietà e perfezione, trattati dall’artista per essere distrutti e rielaborati. Il procedimento tecnico pittorico messo in atto dall’artista è caratterizzato da più fasi. Il ritratto da lavorare, preso direttamente dalle pagine delle riviste, viene in parte cancellato con l’aiuto di un solvente per poi poter intervenire su di esso con pastelli a cera e colori acrilici per enfatizzare i loro caratteri particolari. Un sorta di chirurgia estetico-pittorica che permette all’artista di manipolare quei volti perfetti e trasformarli in ibridi dai colli lunghi e dagli sguardi stregati. Così come per la foto originale del volto (quella che poi finisce nelle pagine delle riviste, per intenderci) vengono cancellati i difetti per renderlo perfetto, così, Guim Tiò, con il suo lavoro, cancella l’idea della bellezza intesa come perfezione per rielaborare un nuovo volto libero dagli schemi che tutti noi imponiamo al volto.

Ogni volto elaborato da Guim Tiò ha un’identità propria e personale, un codice alfabetico che lo identifica e lo classifica come umano, ognuno ha un suo nome ma in quei volti di umano sembra rimasto ben poco. Il naso, la bocca vengono messi in risalto, diventando spesso oggetti geometrici dai colori improbabili, gli occhi enfatizzati finiscono per trasformarsi in inquietanti cerchi vuoti che quasi ipnotici ci attirano nel pieno del loro fascino eccezionale.

Quelli di Guim Tiò sono volti fuori dal tempo, profonde riflessioni, mai banali, sulla condizione umana contemporanea, volti carichi di colore che con i loro sguardi emergono dal fondo neutro e ci mostrano ogni loro turbante e imperfetta bellezza.